Comunicato stampa su banalizzazione del farmaco

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Il Movimento Spontaneo Farmacisti Italiani ha diffuso oggi un nuovo Comunicato stampa per sottolineare come la tendenza a banalizzare il farmaco e a trasformarlo in un "bene commerciale di consumo" sia sempre più diffusa e incontrollata, non solo a scapito della salute pubblica ma anche delle figure professionali preposte alla sua tutela.

Le considerazioni che abbiamo esposto in quest'ultimo Comunicato si riallacciano direttamente ad altre espresse in questo stesso Sito nell'ultimo mese: il "business" che ruota intorno al farmaco e alla salute sta prevalendo sempre più sulla rilevanza etica del settore, sulla sicurezza del paziente e sui diritti costituzionali del cittadino.

La banalizzazione del farmaco, indotta a più riprese anche grazie a spot pubblicitari che spingono a un acquisto emozionale anziché informare correttamente il pubblico sul reale profilo (terapeutico e tossico) del medicinale, è subdola complice dei numerosi incidenti domestici causati da un uso improprio del farmaco, dell'errato smaltimento dei farmaci stessi attraverso i normali rifiuti piuttosto che tramite gli appositi canali di smaltimento e della perdita di dialogo fra il cittadino e i professionisti sanitari, medico e farmacista in testa, che dovrebbero essere invece i primi referenti e filtri nel rapporto fra cittadino e medicinale.

Recenti cronache, che nel 2008 lasciano costernati, hanno tragicamente evidenziato come sottovalutare l'importanza di un dialogo trasparente e produttivo con un professionista sanitario competente o non avere una percezione sufficientemente concreta del corretto approccio al farmaco possa esitare nel peggio. Ridicolizzare e minimizzare il ruolo del professionista o trascurare gli aspetti tossicologici dei medicinali e, più in generale, di tutte le sostanze farmacologicamente attive (comprese quelle che rientrano nei "rimedi naturali") non concorre certamente a migliorare le cose.

Tutto questo perchè il farmaco viene sempre più proposto come una merce qualsiasi, il cui unico parametro cui fare riferimento prima di procedere all'acquisto è lo "sconto" (che gli sconti sui medicinali non esistano più è irrilevante: chi punta a "mercantilizzare" i farmaci non si preoccupa certo della veridicità dei propri messaggi al pubblico). La pericolosità del medicinale, la sua potenziale tossicità, l'importanza del dialogo col professionista sanitario, la rilevanza professionale del medico e del farmacista, la corretta percezione del farmaco come "bene etico di salute" sono ormai aspetti del tutto opzionali. E anche un pochino scomodi nell'ottica di chi vede in un sempre maggiore volume d'affari la propria priorità.

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