Comunicato stampa su "farmaci generici e problematiche legali ed etico professionali"

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Il 21 febbraio scorso abbiamo inviato una lettera indirizzata a Federfarma, all'A.I.F.A., ad AssoGenerici, alla F.O.F.I. e al Senenatore Dr. Luigi D'Ambrosio Lettieri proponendo un incontro congiunto tra le parti affinché si ottenga una condivisa mediazione tra il perseguito risparmio e la corretta trasparenza nell'informativa mediatica riversata sui farmaci equivalenti. Ritenevamo, e continuiamo a ritenere, fondamentale un tavolo congiunto per poter valutare quelle regole, essenziali e necessarie, per lo sviluppo e la corretta promozione del farmaco generico.

Da allora, solo il Senatore Lettieri, Vicepresidente di F.O.F.I. e Segretario della XII Commissione permanente Igiene e Sanità, e AssoGenerici si sono resi disponibili all'eventuale incontro.

Oggi, come Movimento per la difesa e la tutela della Salute ma anche nell'interesse dei colleghi Farmacisti che ogni giorno, secondo quanto imposto dalla legge, informano il cittadino-paziente dell'esistenza di farmaci equivalenti e li sostituiscono ai farmaci originatori secondo l'iter normativo previsto, abbiamo diffuso un Comunicato stampa per ribadire la necessità di allestire un tavolo di discussione incentrato sul tema "farmaci generici e problematiche legali ed etico-professionali".

Il decesso di una paziente a seguito dell'assunzione di un farmaco generico, equivalente all'originatore prescritto dal medico e dispensato dal farmacista secondo quanto previsto dalla legge, è un evento che ci lascia costernati e, come accennato nel Comunicato, non desideriamo nè entrare nel merito del drammatico episodio nè mettere in discussione la valenza generale del "farmaco generico" in quanto tale. Ciononostante, l'avviso di garanzia per omicidio colposo al medico prescrittore, il costante coinvolgimento del farmacista come figura sanitaria nell'informazione al pubblico sui generici e nell'eventuale sostituizione del farmaco originatore prescritto e numerosi altri aspetti inerenti il mondo dei farmaci equivalenti ci hanno spinto a interrogarci nuovamente sull'attuale situazione.

In particolare, se è vero che il medico prescrittore gode della massima libertà di scelta potendo destinare ai propri pazienti un preciso farmaco, grazie all'apposizione sulla ricetta della dicitura "farmaco non sostituibile", oppure lasciando decidere al paziente stesso se optare per il generico equivalente risparmiando così sull'acquisto, è altrettanto vero che il farmacista, vincolato agli obblighi legislativi, non ha mai scelta: in assenza della dicitura di cui sopra, il farmacista DEVE informare il cittadino dell'eventuale esistenza del farmaco equivalente a minor costo e, se il cittadino lo richiede, DEVE sostituire il farmaco prescritto dal medico col corrispondente generico.

Quel che auspichiamo è che i professionisti sanitari coinvolti nella prescrizione e nella dispensazione dei farmaci generici siano collocati, nel prioritario interesse dell'assistito, in una situazione di certezza terapeutica e tutela del diritto, situazione che può venirsi a creare solo discutendone i contenuti fra tutte le parti coinvolte.

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