Comunicato stampa sulla definizione legislativa delle parafarmacie

| Autore: | Commenti: 0

A oggi, nonostante i fiumi di inchiostro versati e i miliardi di tasti pigiati su questo tema, non esiste una definizione legislativa per i negozi comunemente identificati col termine"parafarmacia". Sotto questo punto di vista potremmo addirittura asserire che le parafarmacie non esistono. In realtà esse esistono da decenni e si tratta di normalissimi negozi, il cui titolare può essere chiunque indipendentemente dal (eventuale ma non necessario) titolo di studio, che propongono nel proprio repertorio di vendita una serie più o meno varia di articoli: dai prodotti ortopedici agli integratori alimentari, dai rimedi fitoterapici alla cosmetica, dagli strumenti diagnostici al parafarmaco vero e proprio.

Questo vuoto normativo non sarebbe un problema se un ex-ministro privo di qualsiasi competenza e cultura in ambito sanitario non avesse "inventato" un sistema di distribuzione del farmaco non subordinato a prescrizione medica che non trova riscontri in alcun Paese del mondo: la vendita al di fuori del canale delle farmacie aperte al pubblico MA con l'obbligatoria e semplice "presenza" di un farmacista.

Qualsiasi negozio in grado di soddisfare quest'ultima richiesta, fatte salve le relative specifiche del DL 114/1998, è quindi stato abilitato a vendere medicinali ed è stato "rimarchiato" a parafarmacia, termine con un nuovo, ma assolutamente arbitrario e puramente fittizio, significato.

Di fatto, un cittadino che si trovi davanti a un negozio la cui "sbriluccicosa" insegna evidenzi la scritta "parafarmacia" non può sapere, fra le altre cose, se all'interno troverà medicinali in vendita (la legge prevede che i farmaci di automedicazione e i farmaci senza obbligo di prescrizione "possano", non "debbano", essere venduti praticamente ovunque e da chiunque); non può sapere se all'interno troverà un farmacista per eventuali consulenze (la legge prevede che il farmacista debba essere "presente" nel locale solo se esso è adibito alla vendita di medicinali); non può sapere se all'interno troverà un titolare del negozio eventualmente competente nell'ambito farmacologico/legislativo (la legge prevede che, anche qualora il negozio sia adibito alla vendita di medicinali, il titolare"stipendiante" possa essere chiunque).

Se, con le dovute proporzioni, quest'ultimo aspetto in particolare si discosta diametralmente da quanto affermato pochi mesi addietro dall'Avvocato generale della Corte di Giustizia europea, Yves Bot, a proposito della fondamentale importanza che la titolarità di una farmacia sia vincolata alla figura del farmacista anche e soprattutto nell'ottica della distribuzione dei medicinali ("il semplice obbligo della presenza di un farmacista stipendiato, per lo svolgimento di compiti che implicano un rapporto con i terzi, non è idoneo a garantire, allo stesso modo, in termini di qualità e di neutralità dell'azione di distribuzione dei medicinali, l'adeguato rifornimento di farmaci alla popolazione. Poiché non padroneggia la politica commerciale della farmacia ed è tenuto nei fatti ad applicare le istruzioni del suo datore di lavoro, non sarebbe escluso che un farmacista stipendiato che lavora in una farmacia gestita da un non farmacista sia indotto a privilegiare l'interesse economico a discapito delle esigenze connesse all'esercizio di un'attività farmaceutica"), vediamo un oggettivo disagio per il cittadino-paziente anche nelle restanti carenze legislative che oggi caratterizzano le"parafarmacie" e che potrebbero essere in buona parte colmate dalla proposta di legge Gasparri/Tomassini.

Come abbiamo più volte asserito, questo disegno di legge rappresenta un'ottima piattaforma legislativa da cui partire per cercare di riequilibrare, stabilizzare e modernizzare l'attuale assetto farmaceutico italiano, comprensivo di (ma non limitato a) una nuova dignità sia per il cittadino-paziente, troppo spesso identificato in un mero consumatore alla prioritaria ricerca di qualche decina di centesimi di sconto, sia per il farmaco, per il quale è auspicabile una riclassificazione alla luce della letteratura scientifica e dei dati raccolti dal servizio di Farmacovigilanza.

E' quanto esprimiamo nel nostro ultimo Comunicato stampa ed è parte di quanto commenterà il Presidente Ettore Lembo lunedì 27 aprile 2009 alle 12.15 circa a "Nuova spazio radio" per conto del Movimento Spontaneo Farmacisti Italiani, a tutela del cittadino-paziente.

Stampa:

Condividi:
Discussione aperta

Commenta la notizia:

Seguici su...
Anche le formiche si incazzano
Sponsor
Scrivi al MSFI
Primo Piano
Ultimi Commenti

Pietro ha scritto su
Sicuri in Farmacia

Pietro ha scritto su
Sicuri in Farmacia

Archivio articoli
Tutti gli articoli

Lavori in corso!

Saremo presto anche qui!

×

Iscriviti alla newsletter

Inserisci l'indirizzo email


×

Scrivi al movimento


×

Grazie

×

Informativa sui dati personali

×

Benvenuto, :

Gestisci il tuo utente




×

Login

Inserisci le credenziali di accesso


×

Registrazione

Benvenuto, da ora è un utente registrato al sito M.S.F.I. quindi può leggere molti più contenuti e può partecipare ad alcune discussioni. Ma prima si ricordi di visionare la sua mail per convalidare la registrazione.

×

Newsletter

×

Login

×