Da troppo tempo stiamo in silenzio

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Riceviamo questa lettera da un Nostro sostenitore che pubblichiamo volentieri.

La vita ti dà ciò che gli chiedi

Un giorno un barbone si avvicina a me e mi chiede "puoi darmi 50 centesimi?" e glieli ho dati. Ho ripreso a camminare e poi mi sono fermata e mi sono chiesta "Perché gli ho dato 50 centesimi?"Avevo anche monete da 2, da 1 Euro. Se lui mi avesse chiesto 2 € glieli avrei dati. Gli ho dato 50 centesimi perché questo è quello che lui mi ha chiesto. La vita ci dà ciò che noi chiediamo: il problema è che non sapppiamo chiedere - (Daniela Moretti training s.r.l).

Il bancone dà servizi in coop

I cittadini accolgono con favore l'offerta di nuovi servizi in farmacia e sono disposti a pagare per ottenerli: lo rileva un sondaggio realizzato dalla SDA-Bocconi per conto della Fondazione Cannavò e della FOFI. Perplessi o critici verso i nuovi servizi in farmacia sono invece i rappresentanti delle strutture private accreditate (fonte: Il Sole 24 Ore Sanità, 27 ottobre 2009, Sara Todaro).

SIGNORI, il mondo della farmacia va avanti e voi siete "infognati" nel silenzio in cui siete caduti. In questo scenario di Cooperative, Sindacato, Federazione Ordini, tutti i loro rappresentanti vengono dal bancone. Anche volendo il potere ce lo hanno, ma la professionalità manageriale no. E' ben altra cosa ed il bancone non serve assolutamente a niente.

Chiedete pure 50 centesimi e ve li danno. Intanto la Todaro vi chiama "BANCONE Coop". Questo è il risultato di una iniziativa valida come quella della Farmacia dei Servizi. Ve ne siete accorti? Cosa aspettate, Bersani Presidente del Consiglio che vi darà l'ultima mazzata?

Una cosa l'avevate fatta bene nello scenario della sanità: --> COMUNICARE <-- ed oggi vi siete fatti convincere che era sbagliato e state zitti.

Sono cattivo ma non vedo altre spiegazioni. Magari sono stati i vostri stessi colleghi del bancone che adesso sono al vertice. Avete scelto la linea di basso profilo, per il classico desiderio del Farmacista: creare una pseudo copia dell'Ordine e o del Sindacato. Scusate ma dove pensate di andare? Quale è il vostro obiettivo? Cosa pretendete di cambiare contestando "F&F"?

Il mercato richiede altro: azione, rapidità, responsabilità e cose nuove, non trite e ritrite: la galenica, la dispensazione con ricetta, gli stupefacenti, i farmaci orfani (ma preparati in farmacia), le"superfarmacie" con la logica del mass market.

Riflettete: siete sicuri che le inimicizie che avete ottenute (AIFA, Ministero, ...) non siano dovute ad aver troppo enfatizzato la professione con azioni tipiche da bancone che tutti gli altri sanno fare e dire? Non è che avete pestato i piedi sacri della professionalità del Farmacista in Farmacia a chi parla del sacro bancone del Farmacista?

La mia nota è di rabbia perchè siete esseri pensanti, capaci, intelligenti e vitali, ma vi rovinate con il bancone, che è quello dietro il quale il duo "F&F" (Federfarma & FOFI) vuole che restiate, non come attori ma come semplici comparse. E se tutto va bene come dipendenti.

Io non ci stò alle azioni subdole di far sparire la Farmacia tanto sudata e lavorata. Voglio stare dall'altra parte del bancone e parlare di cose concrete e non di stupefacenti che per una assurda legge se il paziente lo ha preso oggi da me, domani non lo può prendere, ma se va alla Farmacia accanto lo prende tranquillamente perchè nessuno è capace di controllarlo. Voglio essere al di là del bancone perchè devo combattere, ma con la Comunicazione.

Si è vero, dà fastidio, perchè LORO non la sanno fare, la fanno male e quella della Vostra associazione è arrivata in basso e colpisce tutti i farmacisti indistintamente. Vi stanno portando in alto? Dove? Dietro il bancone? Basta che stiate buoni e zitti. Così non si vincono le guerre, stando dietro il sacro Bancone!

Una critica da chi vi segue da sempre, perché da troppo state in silenzio.

Lettera Firmata

Come Movimento, ringraziamo il nostro Sostenitore per aver espresso le proprie posizioni, sulle quali rifletteremo attentamente. Cogliamo l'occasione per rompere il prolungato silenzio e proporre pubblicamente un documento inerente uno studio economico che ha confrontato la DPC (Distribuzione Per Conto) con la DD (Distribuzione Diretta) dei farmaci. Lavori di questo genere richiamano molto da vicino episodi di cronaca che, ne citiamo uno fra i tanti, vengono periodicamente messi in risalto dai media di settore e che sembrano convergere tutti verso conclusioni univoche, quando obiettive.

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