Farmacie: lo sciopero un successo dei farmacisti e la disfatta di Federfarma

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Lo sciopero delle farmacie è il successo e la riscossa di tutti i farmacisti, titolari e non, nella difesa della professione, nella difesa dell'istituzione della farmacia come Mutua Assistenza Sociale e nella tutela del diritto alla salute per il cittadino.
Questo sciopero, cui lasciamo ad altri il classico balletto dei numeri circa l'adesione delle farmacie, mostra la determinazione dei farmacisti nel volersi riprendere la propria dignità professionale e restituire ai cittadini, ignari e strumentalizzati, la garanzia del diritto alla salute che questo Governo mette a rischio anche per la totale inerzia di Federfarma.
Lo sciopero, voluto da tutta la base sindacale ed imposto ai vertici di Federfarma, è frutto della "rabbia" dei farmacisti, consapevoli dell'impotenza dei quadri dirigenziali di un sindacato incapace di reagire allo smantellamento del sistema farmaceutico; quasi ad esserne complice.
Federfarma, infatti, non è intervenuta in alcun modo su norme anticostituzionali, vessatorie e destabilizzanti che avranno gravissime ripercussioni nel sociale ed addirittura sulla individualità del cittadino.
Ricordiamo l'intero articolo 11 della legge "Cresci Italia".
In esso si pone il limite ai titolari di farmacia di dirigere la propria azienda al compimento dei 65 anni, si permettono concorsi in "condominio" per favorire l'associazionismo giovanile e si abolisce la pianta organica delle farmacie, unica garanzia per il cittadino di una fruizione ottimale del servizio farmaceutico in ogni luogo.
Federfarma ha dimenticato la gravità di tali norme?
Cosa ha proposto per "salvare" i propri associati rei di aver compiuto 65 anni?
Quali proteste per la "meritocrazia" violata dalla sommatoria dei punteggi a discapito di quei singoli professionisti che si presentano solitari al concorso o che non possono parteciparvi poiché ultra quarantenni!
NULLA!
E' grazie a una passata manifestazione romana, fortemente voluta da un farmacista, Vittorio Contarina, e pienamente condivisa e appoggiata dal Nostro Movimento e poi fatta propria da Federfarma Lazio, che Federfarma Nazionale si è vista costretta a partecipare a questo sciopero IRREVOCABILE.
In quell'occasione, infatti, fu proclamato lo sciopero, glissando addirittura su una mozione di cui abbiamo dato comunicazione.
Possibile che Federfarma Nazionale non sia stata in grado di organizzare una protesta nazionale a Roma facendo convergere lì tutti i farmacisti?
A cosa servì la "passerella" di qualche vertice di Federfarma Nazionale alla manifestazione indetta da Federfarma Lazio in Roma?
Forse ad acclarare la propria invisibilità?
Il "disagio" dei farmacisti titolari è talmente percepibile per questa assoluta evanescenza che gli stessi Ordini provinciali hanno indetto dei sit in pur di colmare il VUOTO sindacale generato da Federfarma.
Noi stessi, a torto e nostro malgrado reputati un punto di riferimento sindacale per la categoria, siamo stati sollecitati, come Movimento, ad intervenire con un comunicato stampa al fine di ampliare la partecipazione.
Ed ancora:
Chiediamo come mai nessuna rilevanza è stata data da Federfarma allo sciopero della fame effettuato dal Dr. Federico Montoro di Cussignacco, provincia di Udine, in questi giorni?
Si parla esclusivamente, e con poca rilevanza, dello sciopero della fame che il Presidente di Federfarma Napoli sta effettuando assieme al suo Presidente dell'Ordine contro gli atavici ritardi nei pagamenti delle ASL campane.
Chiediamo perché questo forte volere una diversa remunerazione quando la farmacia non ha una propria identità e in mancanza di un'attenta valutazione di probabili effetti devastanti su un nuovo modello condiviso di farmacia.
Chiediamo le motivazioni per cui non si tenta di recuperare quanto versato da tutti i farmacisti con il Pay Back per gli anni 2010 e 2011, così come stanno facendo Grossisti ed Industria.
Anni in cui il tetto di spesa SSN non è stata sforato.
Questi sono quesiti di natura puramente sindacale, e lasciati irrisolti. Ma solo una modesta parte.
L'apparenza è di un sindacato più propenso a "punire" o "intimorire" i propri associati, anche con querele inconsistenti, che a difendere la categoria (vedi denuncia, documentata, ad alcuni farmacisti di Palermo).
Iscritti da sempre privi di diritto di parola e col solo obbligo di versare cospicue quote associative.
E queste sono azioni sindacali degne di tale nome e opportune per Federfarma?
Ciò che ora sarebbe opportuno è:

Dimissioni di tutti i rappresentanti e dirigenti provinciali, regionali e nazionali. Dimissioni da tutte le cariche e "poltrone" dei suddetti rappresentanti. Istituzione di un comitato che governi l'emergenza, scelto tra farmacisti che non abbiano conflitti di interesse con distribuzione intermedia, grossisti e cooperative e para-farmacie. Un comitato con regole precise a cui possano prendere parte anche non farmacisti nell'interesse della farmacia e del diritto alla salute, in grado di governare questa fase transitoria di rifondazione del sindacato dei farmacisti. Attivare un tavolo per un nuovo statuto. Attivare dei tavoli con gli altri attori della filiera del farmaco, dell'Industria, medici ecc. Porre in essere strategie contro le leggi che hanno distrutto il sistema farmaceutico. Mediare a livello governativo con persone nuove e slegate da interessi economici e corporativistici. Svolgere nuove elezioni, cominciando dalle provinciali per ricostituire un nuovo assetto governativo del sindacato.

Questo sciopero del 26 luglio deve divenire il giorno della rinascita della farmacia e del diritto della salute.
Invitiamo tutti i farmacisti a leggere e divulgare questo comunicato stampa.

Il Presidente,
Ettore Lembo

Scarica il Comunicato del M.S.F.I.

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