Imposizione per legge delle Società  e chiusura delle Ditte Individuali.

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La gravità di ciò che stà accadendo all sistema farmaceutico per opera di un Governo che impone una predominanza economica in un settore molto delicato che ha, sì una parte economica, ma ha principalmente una valenza sociale e salutistica, ci costringe ancora una volta ad intervenire a tutela della salute e del cittadino.
Una legge sta per essere varata frettolosamente senza che vi sia stata la possibilità di valutarne le gravissime conseguenze.
Ciò che ci sorprende ancor di più è la totale assenza di un sindacato che sarebbe dovuto intervenire per tutelare i propri associati e per tutelare il diritto alla salute dei cittadini.
Norme che, se approvate, stravolgono irrimediabilmente l’essenza del sistema farmaceutico trasformando il tutto in pura entità economica.
E per di più costituiscono un gravissimo precedente sul sistema IMPRESA Italiano.
In questo momento riteniamo opportuno evidenziare, attraverso il comunicato stampa di cui sotto, alcune delle gravissime incongruenze e inconcepibili discriminazioni dell’articolo 11, riservandoci di inviare una lettera al Presidente della Repubblica a tutela del cittadino e della Costituzione Italiana.

Che il Governo in carica non sia "Tecnico" bensì "Economico" non è una novità, avendo manifestato la volontà di imporre un radicale cambiamento al Sistema Aziendale Italiano con la trasformazione delle ditte individuali in società, al fine di facilitarne l'acquisizione da parte dei grandi gruppi economici capaci di aggredire i mercati più forti per effettuare operazioni di concentrazione di mercato.
Tale fine viene malcelato con l'illusoria maschera dell'occupazione e dello sviluppo. Il mercato farmaceutico, per importanza dietro al mercato alimentare (controllato dalla GDO) e al mercato energetico (totalmente in mano ai potentati dei petrolieri), fa gola sia alla stessa GDO sia alla distribuzione intermedia del farmaco.
Quest'ultima silente in questa fase ma detentrice, attraverso pochi gruppi (meno di 5), della distribuzione del farmaco in Europa.
L'economia Italiana è caratterizzata da una predominanza di ditte individuali (80%), difficilmente aggredibili dalle società di capitali e dai potentati economici perché troppo parcellizzate.
La farmacia non si discosta da questa realtà. Infatti, da uno studio dell'Agenzia delle Entrate del 2008, risulta che su 15.358 farmacie prese in esame ben 11.393 (77,7%) sono ditte individuali, 3.146 (20,5%) risultano essere società di persone e solo 273 (1,8%) società di capitali, enti commerciali e non.
Ed ecco che il Governo attualmente in carica, per favorire l'ingresso dei grandi gruppi di capitale nella distribuzione farmaceutica, impone per legge la trasformazione delle farmacie da Ditte individuali in Società.
Lo si evince chiaramente nei commi 7 e 17 dell'articolo 11 del Decreto "Cresci Italia", di prossima conversione in Legge.
Il comma 7 recita che i candidati di età non superiore ai 40 anni possono concorrere per una gestione associata, sommando i titoli posseduti. Si noti l'introduzione della società in un concorso pubblico, che non è certo un bando di gara, dove il singolo partecipante viene penalizzato essendo un concorso per soli titoli, come evidenziato nel comma 3 dello stesso articolo. Chi ha un'età superiore ai 40 anni, chissà per quale discriminante motivo, non ha possibilità di associarsi subendo un'ulteriore penalizzazione.
Il comma 17 dello stesso articolo, oggetto di un nostro precedente comunicato stampa, entra in contrasto con il comma 5, che fissa il limite per la partecipazione al concorso a 65 anni. Quindi un sessantacinquenne vincitore di concorso dovrebbe, se la legge lo permettesse, fare una società per potere mantenere la titolarità della farmacia. In pratica vince la farmacia ma per legge la dovrà lasciare.
Tralasciando ogni valutazione circa la Costituzionalità di questi commi e la grave discriminazione per gli ultra quarantenni, denunciamo con forza la pretesa di trasformare, per legge, la forma giuridica delle imprese dei lavoratori Italiani da persone fisiche in società.
Annunciamo da subito una lettera aperta al Presidente della Repubblica affinché, prima della promulgazione della legge, valuti attentamente l'intero articolo 11.
Nessuno sviluppo economico né occupazionale è previsto, bensì l'implosione del “Sistema farmacia” che non è stato valutato e misurato per mancanza di documentazione, cosa assai grave per un settore economico che, ad oggi, sostiene 83.000 posti di lavoro rispetto ai 230.000 della restante filiera del farmaco (dati Farmindustria 2011).

Ettore Lembo,
Presidente M.S.F.I.
Scarica il comunicato stampa Commenta sul nostro Forum

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