La nostra filosofia
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Il Movimento Spontaneo dei Farmacisti Italiani è nato da un'intesa creatasi, appunto, spontaneamente, fra farmacisti titolari, farmacisti collaboratori e attenti conoscitori del mondo della farmacia col fine di difendere l'integrità della farmacia italiana e salvaguardare così il massimo grado di tutela della salute pubblica.

Noi siamo consci dei limiti del nostro Sistema Sanitario e della Farmacia Italiana: sono senza dubbio ambiti perfettibili, con larghi margini di miglioramento non solo nell'ottica della tutela della salute pubblica ma anche per quanto concerne l'abbattimento degli sprechi e il risparmio per il Servizio Sanitario Nazionale. Siamo tuttavia altrettanto consapevoli dell'eccellente servizio che la Farmacia Italiana ha garantito nel corso dei decenni fino ad oggi, rispondendo alle effettive esigenze del cittadino e salvaguardandone la salute con le massime potenzialità disponibili. Ci sembra ovvio come la strategia migliore per ottimizzare le cose sia partire da questa struttura collaudata e affidabile, mantenendola integra e modificandone, un passo alla volta, gli aspetti meno performanti non solo nell'interesse del cittadino ma anche del farmacista.

Noi crediamo che la tutela della salute pubblica debba essere LA priorità per qualsiasi struttura sanitaria e che né il risparmio pecuniario né lo sviluppo economico possano essere promossi sottraendo al cittadino il proprio diritto costituzionale alla salute: il farmaco non è un bene economico di consumo, è un bene etico di salute. Non esiste che un cittadino debba farsi chilometri di strada alla ricerca dell'esercizio commerciale che propone un determinato farmaco al prezzo più basso; l'accesso al farmaco - un bene etico la cui utilità nasce e muore nel preservare la salute dell'individuo - non può essere discriminato da fattori economici, logistici, geografici o demagogici, perchè la Costituzione ne garantisce pari modalità per ogni singolo cittadino della Repubblica Italiana.

Noi ci indigniamo, pertanto, di come il farmaco, dal 2005 a oggi, sia divenuto una mercanzia da proporre al pubblico a suon di sconti e di percentuali (cifre che non superano i 10 Euro l'anno per ciascun cittadino!) di risparmio laddove la salvaguardia della propria salute è diritto costituzionale paritario per ogni cittadino.

Noi siamo anche consci dei limiti del Farmacista, nonostante la sua indubbia preparazione e l'imposizione deontologica a mantenere aggiornato il proprio bagaglio culturale: il Farmacista è un essere umano, non un computer né un veggente. In quanto tale, al fine di garantire al cittadino la massima tutela possibile, necessita di un ambiente di lavoro che gli metta a disposizione tutti gli strumenti idonei a svolgere col massimo grado di efficienza la propria professione: adeguati controlli da parte delle autorità competenti in modo che esse vigilino sul corretto esercizio professionale, una comunicazione in tempo reale col Ministero della Salute, con l'Agenzia Italiana del Farmaco e con gli altri enti regolatori ufficiali al fine di ricevere tempestivamente qualsiasi comunicazione, informazione e dato aggiornato circa il profilo farmacologico di tutti i medicinali, eccetera. Non è il Farmacista "da solo" a fornire garanzie (nessun Farmacista conosce a memoria tutti i dettagli farmacologici di ciascun medicinale presente in commercio né può venire subito a conoscenza delle variazioni del profilo farmacologico di un medicinale senza che qualche struttura ufficiale lo informi tempestivamente!). Un paragone chiarificatore: chi, dovendosi sottoporre a un'operazione delicata, si metterebbe nelle mani del primo medico reperito sulle pagine gialle? Eppure, tutti i medici hanno lo stesso titolo di studio, sono professionisti sanitari, hanno una laurea, sono stati abilitati dallo Stato a esercitare la Professione, eccetera... Diciamocela tutta: non è il titolo di studio che fa la differenza fra un professionista sanitario e l'altro. A fare la differenza è la dedizione che il singolo individuo rivolge alla propria professione (primo risultato: non tutti i Farmacisti, ma lo stesso vale per qualsiasi ambito professionale, si equivalgono) unitamente agli strumenti che il suo ambiente lavorativo gli mette a disposizione (mai sentito di un Chirurgo che opera in una struttura che non sia, a tutti gli effetti, una sala operatoria!?).

Noi non parteggiamo per uno sterile immobilismo che, nel giro di breve tempo, renderebbe la Farmacia Italiana obsoleta; anzi, chiediamo e proponiamo cambiamenti e migliorie finalizzate a tappare alcuni buchi del nostro Sistema Farmaceutico, a ottimizzare il servizio che le farmacie svolgono e a potenziare il ruolo del Farmacista stesso come educatore e consigliere sanitario, supervisore e controllore della prescrizione medica, esperto di Farmacologica e Legislazione Farmaceutica; non parteggiamo per una fazione politica piuttosto che per un'altra: crediamo che la tutela della salute pubblica prescinda da qualsiasi posizione politica, perchè la Salute è un bene che tutti condividono indipendentemente da fattori sociali, politici, economici, professionali, geografici, logistici e chi più ne ha più ne metta.

Per queste motivazioni, e per altre ancora, noi sosteniamo la Farmacia Italiana e cerchiamo di salvaguardarne la struttura basilare dalla rivoluzione priva di regole che da tempo la minaccia e l'ha già parzialmente disgregata: l'ambito sanitario, e in particolare l'accesso al farmaco, NECESSITA di regole, chiare, precise e ferree, perchè il dazio da pagare in caso di leggerezza è il danno alla salute del cittadino. Un prezzo a nostro avviso inaccettabile, soprattutto a lungo termine.

Nessun discorso economico può né deve venir prima del massimo grado possibile (oggi solo la Farmacia offre questo grado) nella tutela della salute pubblica.

 

Dott. Alessandro Taroni

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