Lettera aperta al Sen. Prof. Mario Monti Da parte del Sen. Luigi D'Ambrosio Lettieri

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Signor Presidente, certo, questo è il momento della responsabilità. E solo il senso di responsabilità e l'amore per il nostro Paese può e deve farci accettare i "forti sacrifici" che Lei chiede all'intera Comunità nazionale e che eviteranno all'Italia di "fallire".

Naturalmente è necessario che i sacrifici vengano distribuiti secondo criteri di equità sociale, che siano sostenibili e che abbiano una ricaduta positiva per l'economia, per lo sviluppo e per le prospettive occupazionali dei nostri giovani. E se il tempestivo ed efficace conseguimento del "bene comune" comporterà l'abolizione di "privilegi", si proceda subito e senza indugio!

Non pare che queste condizioni siano rintracciabili nelle misure relative alla liberalizzazione della vendita dei farmaci.

Portare la ricetta medica fuori dalla farmacia, così come stabilito dal decreto "salva Italia" è un segno gravissimo di irragionevolezza per numerosi motivi:

le dinamiche connesse con la produzione e con il consumo non determinerebbero effettivi benefici economici per il Paese poichè il mercato del farmaco è inespansibile; sarebbe un indirizzo "culturale" sbagliato destinato a banalizzare il valore etico del farmaco; i vantaggi che i cittadini ricaverebbero dalla liberalizzazione dei prezzi dei "farmaci etici" si realizzerebbero egualmente anche senza l'apertura di nuovi canali di vendita; produrrebbe drammatiche conseguenze sul già fragile assetto economico della farmacia italiana con conseguente grave pregiudizio dei livelli occupazionali e con l'irreparabile perdita della capillarità degli esercizi farmaceutici che garantiscono sull'intero territorio nazionale la "continuità assistenziale".

Forse anche per questi motivi quel che Lei propone non trova riscontro in nessun altro Paese del mondo!!

Nella competizione tra tutela della salute e derive mercatiste pare, invece, che debba vincere la lobby del carrello. Sicchè, finanche il recente monito dell'autorevole Agenzia Italiana del Farmaco resta soffocato dalla deriva "mercatista". Una storia che si ripete: nella XV Legislatura prevalse la voce del Ministro Bersani su quella del Ministro Turco; oggi, nel Suo Governo, quella del Ministro Passera vince sull'imbarazzato silenzio del Ministro Balduzzi!

Il potere economico della grande distribuzione dimostra di avere una convincente capacità di condizionamento persino sulla Sua prestigiosa squadra di tecnici che si trasformerebbero in officianti il pietoso rito funebre della farmacia italiana.

Chi ritiene che questo settore sia condizionato da privilegi e rendite di posizione farebbe bene a consultare gli studi di settore e l’Agenzia delle Entrate per ricevere la conferma di come e quanto la vecchia e opulenta farmacia degli anni settanta si sia progressivamente impoverita fino a produrre l’imminente fallimento di circa cinquemila esercizi che continuano, tuttavia, a garantire un efficiente servizio, anche di notte e nelle festività, mentre si opera da tempo un lento e inesorabile spostamento della "fascia A" (erogabile dal SSN) dalla farmacia alle strutture pubbliche, si aumentano gli sconti da praticare al Servizio Sanitario e si decreta una progressiva emorragia di competenze. Il suo provvedimento, illustre Presidente, lascia la farmacia italiana esangue e accelera la sua lenta agonia. E a pagarne le conseguenze saranno i cittadini e i giovani.

Se i condivisibili principi di rigore, crescita ed equità dovevano ispirare l’azione dell’esecutivo, dispiace constatare che, almeno in questo ambito, abbiano prevalso ben altro tipo di logiche che hanno il sapore di una particolare e premurosa sensibilità allo strapotere dei potentati economici e l’omologazione a proposte politiche peraltro minoritarie finanche nei partiti di sinistra.

Più farmacie e con maggiore capillarità, più garanzie di servizio nei "micro Comuni", più occupazione con dotazione prefissata, più tutele contrattuali, più opportunità per i giovani con la"progressione in carriera", più competizione professionale e più presenza oraria al servizio della gente; meno burocrazia nelle procedure concorsuali, meno vincoli amministrativi e nuova remunerazione dell’atto professionale: questa era la strada da seguire e questo era il lavoro che stava svolgendo la Commissione Sanità di Palazzo Madama con un lodevole sforzo congiunto tra forze politiche di maggioranza e di opposizione.

Oggi si sta compiendo un altro e definitivo passo che decreta il “de profundis” di un servizio che doveva essere ammodernato e non distrutto.

Dalle ceneri della farmacia italiana, il progetto è sin troppo chiaro, si tenterà di far sorgere un nuovo modello di assistenza farmaceutica affidato al controllo delle grandi catene commerciali.

Noi non lo condividiamo, noi lo contestiamo con tono pacato ma determinato!

In questi mesi abbiamo guardato sempre più spesso all’Europa tentando di allungare lo sguardo a quei Paesi che hanno un Pil migliore del nostro. Bene! Allora si provi a capire cosa sta accadendo in Francia dove proprio in questi giorni hanno approvato nuove leggi per tentare di porre rimedio ai danni provocati all’assistenza farmaceutica territoriale dalla scelleratezza dei profeti del profitto.

Il nostro prezioso patrimonio di Valori che racchiude nelle politiche di Welfare i principi dell’Universalità, della Solidarietà e dell’Equità che sono declinati efficacemente nel nostro Servizio Sanitario Nazionale accusa oggi un colpo mortale. A giovarsene saranno in pochi. A patirne le conseguenze sarà il Paese, l’economia, la salute della gente e i nostri giovani.

Sia ragionevole Signor Presidente! Si dimostri disponibile e ripensi il Suo provvedimento. Senza protezionismi e senza "premure" per nessuno: nè per chi pensa di vivere di "conserva e di riserva", nè per chi è sospinto da irricevibili smanie di profitto.

Con grande stima e con il senso rinnovato del nostro leale sostegno.

Sen. Luigi d'Ambrosio Lettieri (PDL) Sen. Bruno Alicata (PDL) Sen. Paolo Amato (PDL) Sen. Fracesco Maria Amoruso (PDL) Sen. Giuseppe Astore (Misto) Sen. Paolo Barelli (PDL) Sen. Domenico Benedetti Valentini (PDL) Sen. Francesco Bevilacqua (PDL) Sen.ce Dorina Bianchi (PDL) Sen.ce Laura Bianconi (PDL) Sen.ce Anna Bonfrisco (PDL) Sen. Sebastiano Burgaretta Aparo (PDL) Sen. Raffaele Calabrò (PDL) Sen. Giacomo Caliendo (PDL) Sen. Battista Caligiuri (PDL) Sen.ce Maria Giuseppa Castiglione (CN-IO SUD) Sen. Maurizio Castro (PDL) Sen. Riccardo Conti (PDL) On. Massimo Corsaro (PDL) Sen. Rosario Giorgio Costa (PDL) Sen. Cesare Cursi (PDL) Sen. Antonio D'Ali (PDL) Sen. Stefano De Lillo (PDL) Sen. Ulisse Di Giacomo (PDL) Sen. Fabrizio Di Stefano (PDL) On. Domenico Di Virgilio (PDL) Sen. Egidio Digilio (PER IL TERZO POLO- FLI) On. Antonio Distaso (PDL) Sen. Giuseppe Esposito (PDL) Sen. Claudio Fazzone (PDL) Sen. Mario Ferrara (CN-IO SUD) On. Raffaele Fitto (PDL) Sen. Andrea Fluttero (PDL) On. Benedetto Fucci (PDL) Sen. Cosimo Gallo (PDL) Sen.ce Maria Alessandra Gallone (PDL) Sen. Maurizio Gasparri (PDL) Sen. Enzo Ghigo (PDL) Sen. Basilio Giordano (PDL) Sen. Domenico Gramazio (PDL) Sen. Raffaele Lauro (PDL) On. Maurizio Lupi (PDL) Sen. Alfredo Mantica (PDL) Sen. Piergiorgio Massidda (PDL) Sen. Salvatore Mazzaracchio (PDL) Sen. Giuseppe Menardi (CN-IO SUD) Sen. Carmelo Morra (PDL) Sen. Pasquale Nessa (PDL) Sen. Franco Orsi (PDL) On. Alessandro Pagano (PDL) Sen. Nitto Palma (PDL) Sen. Elio Massimo Palmizio (PDL) Sen. Andrea Pastore (PDL) Sen. Gilberto Pichetto Fratin (PDL) Sen. Gaetano Quagliariello (PDL) Sen. Luigi Ramponi (PDL) Sen. ce Maria Rizzotti (PDL) On. Eugenia Roccella (PDL) On. Paolo Romani (PDL) Sen. Michele Saccomanno (PDL) Sen. Filippo Saltamartini (PDL) Sen. Fedele Sanciu (PDL) Sen. Giacomo Santini (PDL) Sen. Carlo Sarro (PDL) On. Michele Scandroglio (PDL) Sen. Aldo Scarabosio (PDL) Sen. Paolo Scarpa Bonazza Buora (PDL) Sen. Salvatore Sciascia (PDL) Sen. Giancarlo Serafini (PDL) On. Francesco Paolo Sisto (PDL) Sen. Achille Totaro (PDL) Sen.ce Ada Spadoni Urbani (PDL) On. Luigi Vitali (PDL)

Roma, 6 dicembre 2011

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