Manovra, ai minimi storici i rapporti nella filiera

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Day after di fuoco dopo il via libera della commissione Bilancio all'emendamento che divide "fifty-fifty" tra farmacie e industrie il taglio del 3,65% ai margini dei distributori

I rapporti tra Federfarma e Farmindustria sono crollati ai minimi storici, come non lo erano forse dai tempi della legge sullo sconto Ssn, e per ora non s'intravvedono rasserenamenti.«Ricucire con il sindacato titolari?»commenta asciutto il vicepresidente dell'associazione dei produttori, Emilio Stefanelli«se le cose rimarranno come stanno, non c'è più nulla di ricucibile: questo provvedimento è semplicemente inaccettabile». Clima teso anche con i distributori:«La filiera del farmaco»spiega il presidente di Adf, Carmelo Riccobono«ha perso l'ennesima occasione per dimostrare unità d'intenti, visione strategica condivisa e comportamenti tattici aderenti alla situazione del mercato farmaceutico e alla sua evoluzione. Con questo emendamento, invece, le aziende della distribuzione saranno costrette al più rigido contenimento dei costi: riduzione dei servizi di consegna e soprattutto abolizione delle dilazioni dei pagamenti finora praticate».

Fonte: Farmacista33, 12 luglio 2010

Commento M.S.F.I.

Che i rapporti tra farmacisti, produttori e distributori intermedi arrivassero ai ferri corti, era facilmente prevedibile perché tutti stressati da tagli voluti/dovuti.

Errate politiche da parte di tutti, che per vari motivi non hanno mai cercato accordi nell’interesse generale, hanno portato a questa situazione. Gli attori principali e fondamentali per qualsiasi mercato sono 3, e di sicuro il mercato sanitario non può sottrarsi a questa regola:

Produttore (Azienda Farmaceutica)

Distributore finale (Farmacia)

Utilizzatore del prodotto (Paziente Assistito)

Bisogna quindi porre freno ad una contrapposizione tra“Industria e farmacia”ed attivare un serio e costruttivo dialogo mai esistito realmente.

Per quanto riguarda la distribuzione intermedia, fondamentale punto di scambio logistico tra Produttore e Farmacia, ci auguriamo vengano meno tutta una serie di problematiche, sicuramente legate a continue cannibalizzazioni ed ipotetiche trasformazioni da distributori intermedi a distributori finali - ovvio che anche le Cooperative fanno parte di questa categoria.

Per rispondere al Presidente di ATF, Dr. Carmelo Riccobono, desideriamo ricordare che, per quanto riguarda le azioni di contenimento dei costi da lui annunciate, alcune sono già in vigore. Da più di un anno grossisti e cooperative, con decisione unilaterale, fanno pagare alla farmacia una percentuale che oscilla dallo 0,20% allo 0,50% per ogni mese in più oltre i 30 giorni e per di più non solo sul fatturato dai farmaci in regime di dispensazione SSN ma su tutto il fatturato generato - prodotti che tra l’altro, non avendo un minimo di legge imposto dallo Stato, sono ceduti ad i farmacisti con una percentuale di ricarico maggiore.

Chiediamo quindi al Presidente di ADF che i farmaci dispensati in regime di SSN vengano fatturati separatamente, evidenziando e riferendo solo ed esclusivamente ad essi gli eventuali oneri richiesti che attualmente invece includono tutto quel che viene inserito in fattura.

Per quanto riguarda la riduzione dei servizi di consegna, ci auguriamo che non sia il sistema per“legittimare”dei costi aggiuntivi, così come sembrerebbe accadere in alcune aree da parte di alcuni grossisti e cooperative. Sembra infatti che in alcune aree la farmacia sia costretta a pagare da € 5,00 a € 10,00 di contributo spese per ogni consegna, indipendentemente dal quantitativo di merce consegnata.

E così, per evitare un accerchiamento da Fort Apache, a Federfarma si cerca di gettare acqua sul fuoco in attesa dell'assemblea generale che oggi dovrà decidere se rinnovare la fiducia al suo presidente:«Senza quell'emendamento»spiega la diretta interessata, Annarosa Racca«le farmacie sarebbero andate in perdita sulla ricetta Ssn. Agli altri attori della filiera propongo di approfittare del tavolo che dovrà rivedere il sistema di remunerazione delle farmacie (da costituire entro la fine di settembre in base a quanto scrive l'emendamento, ndr) per lavorare assieme alla costrizione di un sistema distributivo che vada bene a tutti». Il rischio, tuttavia, è che a quel tavolo Federfarma finisca in trincea:«Se verremo convocati»sottolinea ancora Stefanelli «non mancheremo di proporre progetti innovativi di distribuzione del farmaco che assicureranno importanti risparmi».

Fonte: Farmacista33, 12 luglio 2010

Commento M.S.F.I.

Rimanendo in attesa degli eventi che vedono coinvolta Federfarma, ricordiamo al Vicepresidente di Farmindustria Dr. Emilio Stefanelli che sistemi innovativi di distribuzione del farmaco devono essere proposti solo in accordo con la farmacia, motivo fondamentale per cui è necessario ristabilire la serenità tra i due attori, se realmente si desidera razionalizzare la spesa farmaceutica e assicurare importanti risparmi.

Distribuzione Diretta, Distribuzione per Conto, Distribuzione a mezzo distributori intermedi hanno dimostrato un notevole aggravio di costi, non facilmente individuabili, ed una impossibilità dei controlli, che invece la farmacia garantisce.

Il Presidente,

Ettore Lembo

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