Migliaia le farmacie chiuse per legge all' approvazione del decreto, fuorviante l'interpretazione di Federfarma

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Migliaia le farmacie che chiuderanno a causa del comma 17 dell’articolo 11 del Decreto Salva Italia in attesa di approvazione alla Camera dei Deputati e già licenziato dal Senato che così recita:
"la direzione della farmacia privata, ai sensi dell’articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362 e dell’articolo 11 della legge n. 475 del 2 aprile 1968, può essere mantenuto fino al raggiungimento del requisito di età pensionabile da parte del farmacista iscritto all’albo professionale".
Questa norma, destabilizzante per tutto il sistema farmaceutico, è stata inserita all’ultimo momento senza averne valutato i devastanti effetti e senza trovare la giusta resistenza da parte dell’unico sindacato di categoria che, a nostro avviso, ha diramato una circolare fuorviante per tutti quei farmacisti, quasi quattromila, che si vedranno togliere la direzione della farmacia per raggiunti limiti di età 65 anni e costretti a chiudere.
Titolarità e direzione di una farmacia sono regolate dalla legge 362 e della legge 475 su citate e, nel caso in cui il titolare sia una persona fisica, sono imprescindibili ad eccezione dei casi previsti dalla legge 475 stessa e per periodi assolutamente limitati e normati.
E’ evidente, quindi, che una persona fisica che abbia raggiunto il limite di età di 65 anni, dovendo cedere per legge la direzione della farmacia, non ha alternativa alcuna che chiudere o creare una società con un soggetto più giovane che abbia tutti i requisiti e, pur mantenendone la titolarietà, deve a quest’ultimo affidarne la direzione.
Le due frasi inserite nella circolare diramata da Federfarma così recitano:

1- la norma in oggetto non si applica alla conduzione imprenditoriale economica e professionale del titolare di farmacia privata, che è da tenere distinta dalla “direzione della farmacia”.

2- Pertanto, il titolare della farmacia non è obbligato a lasciare la conduzione imprenditoriale economica e professionale della farmacia al raggiungimento dell'età pensionabile.

Le due affermazioni non possono che risultare forvianti in quanto illudono il titolare di farmacia che nulla accade mentre, invece, essendo il suo ruolo, in quanto titolare di impresa individuale, imprescindibile dalla direzione della farmacia, non potendola più esercitare, è costretto a chiudere.

Riteniamo questa norma di dubbia costituzionalità e stiamo valutando la possibilità di chiedere un intervento del Presidente della Repubblica affinché non firmi una legge che mette in seria difficoltà milioni di cittadini che vedrebbero chiudere la propria farmacia di riferimento.
E’ comunque nella speranza di tutti che, con le giuste correzioni al comma 17 dell’art.11 o la sua cancellazione, venga almeno salvata la capillarità del servizio farmaceutico, in considerazione del fatto che le maggiori penalizzazioni le subiranno le piccole farmacie private italiane.

Ettore Lembo,
Presidente M.S.F.I.

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