Richiesta la modifica del DDL 1771

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Ai SenatoriStefano De Lillo,Luigi D'Ambrosio LettierieAntonio Tomassini; allaF.O.F.I.e, per conoscenza, allaFederfarma:

Oggetto: Richiesta di modificazioni al testo del DDL 1771.

Spettabili Senatori,

desideriamo esprimere il nostro vivo compiacimento per il DDL 1771 ora all'attenzione della Camera dei Deputati.

Con esso si concretizzano le intenzioni, di numerosi schieramenti politici, finalizzate a esaudire le aspettative di coloro che necessitano di risposte all'esigenza di alleviare la sofferenza dei pazienti terminali o in situazioni patologiche critiche e bisognosi di terapie anti-dolorifiche adeguate.

Rileviamo con soddisfazione la semplificazione attuata con l'inserimento del comma 4-bis, dopo il comma 4 all'art. 43 del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n.309, e successive modificazioni, che prevede:

«4-bis. Per la prescrizione, nell'ambito del Servizio sanitario nazionale, di farmaci previsti dall'allegato III-bis per il trattamento di pazienti affetti da dolore severo, in luogo del ricettario di cui al comma 1, contenente le ricette a ricalco di cui al comma 4, può essere utilizzato il ricettario del Servizio sanitario nazionale, disciplinato dal decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 17 marzo 2008, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n.86 dell'11 aprile 2008. ....».

Tuttavia non possiamo esimerci dal far notare una criticità evidente in tale previsione, già anzitempo acclarata con il Decreto del 10 marzo 2006 (GU 31-3-2006): l'esclusione dei medici non convenzionati con il SSN dalla possibilità di prescrizione di importanti farmaci per la terapia del dolore!

Supponiamo, ad es., che un paziente oncologico si rechi dal Sud Italia verso il Nord Italia in un centro specializzato alla cura della sua malattia (il famigerato viaggio della speranza). Supponiamo anche che, per impreviste motivazioni mediche dettate dall'opportunità terapeutica, sia costretto a trattenersi oltre il preventivato e necessiti di farmaci antidolorifici (es. morfina in fiale).

Cosa accade?

Qualora lo specialista oncologo (non convenzionato) prescriva il farmaco sul suo ricettario personale (ricetta bianca), il paziente è obbligato a recarsi da un medico convenzionato, disponibile e accondiscendente, per la trascrizione della prescrizione. Infine, con la ricetta del SSN, preleva in farmacia quanto gli necessita.

Oltre al disagio, quindi, il cittadino deve accollarsi il costo della ricettazione, diciamo 15/20 euro, a fronte di 1,60 euro per il prezzo di una fiala di morfina!

Se avesse voluto semplicemente acquistare il farmaco, con la ricetta rilasciatagli dallo specialista, non avrebbe potuto poiché la prescrizione della morfina deve essere effettuata unicamente su ricettario del SSN adottato per la terapia del dolore. Infatti il vecchio ricettario"giallo"in triplice copia di veneranda memoria, concesso a tutti i medici (anche non convenzionati), è oramai desueto e non può essere utilizzato per gli antidolorifici inclusi nell'allegato III bis.

Suggeriamo, pertanto, di concedere il ricettario"a ricalco"personale a tutti i medici iscritti all'albo (come era in essere per quello in triplice copia"giallo"), ospedalieri e territoriali, indipendentemente che siano convenzionati, dando loro la possibilità di prescrivere farmaci antidolorifici ai pazienti bisognosi anche se residenti in diversa regione e rendendo siffatta prescrizione concedibile dal SSN unicamente se effettuata da medici convenzionati o strutture accreditate presso il SSN.

Tale ricettario, altresì, potrebbe essere adoperato per tutti quei farmaci ad azione stupefacente sui quali il Ministero della Salute ritiene opportuno effettuare un monitoraggio. Ovviamente le farmacie avrebbero l'onere di inviare all'ASL territorialmente competente anche le prescrizioni non in convenzione e il relativo "file" alla SOGEI e al sindacato, sebbene non inserite nella DCR contabile di fine mese.

Con questa semplice operazione è possibile estendere il monitoraggio anche sui farmaci derubricati in tab. II D, per i quali, non mutuabili (es. Coefferalgan, Depalgos, ecc.), non vi è alcun dato inviato al ministero e quindi nessun riscontro sul consumo ed eventuale abuso.

Fiduciosi nella Vostra attenzione alle nostre osservazioni, disponibili ad essere auditi a ulteriore chiarimento su quanto esposto, auguriamo un proficuo e soddisfacente lavoro a tutti coloro dotati di buona volontà.

Roma, 07/03/2010

Firmato

Per il Movimento Spontaneo Farmacisti Italiani

Ettore Lembo- Presidente

Dr. Raffaele Siniscalchi- Consigliere

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