Risposta alla nostra lettera aperta

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In questo momento di grandi trasformazioni che il mondo della farmacia sta attraversando, il Movimento Spontaneo Farmacisti Italiani, riconoscendo Federfarma come unico Sindacato attuale per la farmacia privata ed auspicando con forza che sappia rinnovarsi anche alla luce delle esperienze trascorse, trasmette una lettera aperta, rivolta a tutti i componenti che dovranno eleggere, tra qualche giorno, il nuovo Presidente.

Entro poche ore dalla diffusione della nostra lettera aperta abbiamo ricevuto i primi riscontri positivi e, in particolare, una risposta che pubblichiamo qui con piacere:

Egr. Ettore Lembo, approvo in pieno il contenuto e gli auguri al nuovo presidente SE sarà come dovrebbe essere: un rappresentante responsabile di categoria che rispecchi gli scopi di cui all'art. 3 dello Statuto e non avrà legami con aziende farmaceutiche, di distribuzione intermedia, società finanziarie, catene di farmacie e di softwarehouse sopendo così ogni sospetto di conflitto di interessi. Ho difeso a oltranza Siri perché so le difficoltà (inutili se penso all'assenza del numero legale alla modifica dello statuto proprio quando dovevano essere votati i conflitti di interessi) che ha trovato soprattutto a cambiare quelle norme che avrebbero dato elementi utili per il cambiamento.

Sono purtroppo scettico e temo, con dolore, che dovrebbe esserci un cambiamento ben più radicale.

A parte questo vorrei far osservare due punti di un certo interesse:

1.- i farmaci SSN e di fascia C che hanno perso il brevetto sono diminuiti di prezzo sia per l'uscita del generico che per la diminuzione del prezzo dell'originale per reggere la concorrenza ma un'analisi da pignolo deve dire che il ticket per l'Utente dei farmaci SSN non è diminuito poiché applicato sul pezzo e non sul prezzo (e quindi il cittadino tanto difeso quando si è parlato di liberalizzazione, di fatto non ha mai interessato nessuno); 2.- il silenzio complice del farmacista professionista che tace quando da più parti si dice che un farmaco "equivalente" è "uguale" per attività terapeutica tacendo sull'importanza della purezza (qualità) del principio attivo, la sua totale fruibilità e l'influenza degli eccipienti sull'assorbimento.

Sono banali le mie osservazioni ma forse evidenziano il qualunquismo professionale e la perdita - quasi senza speranza - del ruolo di "notaio" della prescrizione medica e di "tecnico del farmaco" che dovrebbe avere il farmacista, soprattutto in un momento difficile come questo, dove lo scopo della controparte è quello di "annientare" qualsiasi professionalità.

Proprio due minuti fa la guardia medica del mio territorio mi ha telefonato chiedendo se la Tachipirina Flashtab richiede ricetta medica poiché tutte le farmacie del territorio in cui opero la richiedono. Alla mia risposta affermativa che necessita la ricetta (ndr: fino a quando non lo so considerato quanto sopra detto) mi ha domandato come mai considerando che si tratta di un farmaco di fascia C e che, facendo il servizio di guardia medica, anche nella vicina città (dove opera anche un presidente di Ordine), in quella zona Tachipirina Flashtab viene consegnata da tutte le farmacie senza richiesta di ricetta medica.

Non mi dilungo sulla risposta e mi limito a dire che parte della risposta evidenziava che nel mio territorio operano ancora farmacisti professionisti mentre nella vicina città solo dei commercianti.

Ottima prospettiva.

Un caro saluto"

Lettera firmata

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