Titolari di farmacia in piazza: un forte segnale al Governo ma anche a Federfarma

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Il 10 luglio, a Piazza Montecitorio a Roma, si è appena conclusa la manifestazione dei farmacisti titolari e, mentre le varie cronache danno risalto alla protesta, Noi preferiamo analizzarne il significato lanciando un monito forte al Governo e alla stessa Federfarma.

Un Governo tecnico che per qualche oscuro motivo si accanisce contro le farmacie, senza considerarne il valore e l'importanza per il cittadino bisognoso di cure e farmaci, utilizzando la demagogia populistica del finto risparmio.

Un Governo di economisti e banchieri che non valuta il ruolo sociale della farmacia ma esclusivamente l'aspetto economico, senza stimare il possibile impatto negativo per i cittadini delle sue scelte.

Un Governo che parla di sviluppo economico, aumento dei posti di lavoro, rinnovo generazionale, ma riduce alla fame e costringe al licenziamento migliaia di professionisti.

Un Governo Tecnico che, senza conoscere i numeri reali, agisce su pressioni di potentati economici con il solo interesse di incrementare i propri profitti.

Un Governo che non ha nessun interesse a migliorare il Sistema Sanitario Nazionale, preso ad esempio anche dal Presidente Obama, e a cui egli si è ispirato assumendo come consulenti degli Italiani, conoscitori della nostra sanità.

Un Governo che vuole trasformare il Nostro sistema mutualistico in assistenza economica; dove il cittadino in grado di pagare potrà curarsi, mentre chi non avrà soldi dovrà fare a meno delle cure.

Un Governo che non tiene in considerazione il grave allarme lanciato dal Presidente di Farmindustria, dopo l'annuncio della difficoltà a commercializzare in Italia tanti farmaci salvavita per i continui tagli di prezzo. E infatti già in molte regioni i farmacisti hanno grandi difficoltà a reperire alcuni farmaci vitali per le cure del cittadino. Notizia, questa, stranamente non rilevata dai media!

Un Governo che vuole destrutturare la farmacia territoriale per dare spazio a gruppi economici. Uno stravolgimento iniziato da Bersani, con le famose "lenzuolate" demagogiche, ed oggi quasi completato con il consenso di questo Governo.

Tutto ciò è potuto accadere per l'inconsistenza di coloro i quali avrebbero avuto il DIRITTO/DOVERE di tutelare la propria categoria, i farmacisti, nell'esclusivo interesse del diritto alla salute dei cittadini.

Autoritarismo, auto-referenzialismo, mancanza di strategie, mancanza di dialogo con la base, mancanza di dialogo con l'intera filiera del farmaco, mancanza di risposta ad ogni attacco strumentale e demagogico sia mediatico che di altra natura, incapacità di fare autocritica, e soprattutto, incapacità di riconoscere tutti i gravissimi errori commessi, hanno portato alla quasi totale scomparsa della farmacia Italiana.

Ormai manca poco, e questo accade senza che tutta la dirigenza , provinciale, regionale e nazionale, manifesti il pudore di riconoscere le proprie responsabilità, dimettendosi!

Se la manifestazione è riuscita con una adesione predeterminata da eccessiva prudenza, lo si deve al forte impegno profuso da un singolo farmacista, il Dr. Vittorio Contarina, e dall'associazione romana dei titolari promotrice di una chiamata a raccolta ed all'ultimo momento dei propri associati.

Molti farmacisti titolari sono venuti a conoscenza delle modalità di espletamento della manifestazione solo a conclusione della stessa.

Lodevole la partecipazione di tanti "dissidenti" verso la dirigenza sindacale a manifestare la loro disapprovazione che il Governo e Federfarma non possono esimersi dal considerare.

Il suggerimento che intendiamo fornire al Governo è:

abrogazione immediata dell'intero articolo 11 della Legge Cresci Italia, in quanto non migliora il Sistema sanitario ma lo stravolge causando una diminuzione delle farmacie periferiche;

apertura di un tavolo di lavoro SERIO dell’intera filiera del farmaco per una riforma migliorativa e non distruttiva della farmacia.

fermarsi nella richiesta di una nuova remunerazione, non avendo ancora definito chiaramente il nuovo ruolo della farmacia;

rinnovo immediato di tutte le cariche nel consiglio di presidenza, come dalla base richiesto a gran voce;

modifica del sistema elettivo dei rappresentanti nazionali con possibilità di scelta da parte di tutti gli iscritti. Un sindacato diviso nel vertice e irrispettoso della base è debole e poco credibile. Ciò determina la possibilità della nascita di altri sindacati.

Scarica il Comunicato del M.S.F.I.

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