Un'estate bollente ed un autunno incerto.

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Ci siamo lasciati a fine luglio e volontariamente non abbiamo fatto gli auguri di buone ferie poiché, quest'anno, esse sono state un miraggio per molti.
E' trascorsa un'estate calda, non solo per la farmaceutica, e piena di preoccupazione per l'uscita della legge sull'ulteriore sconto che i farmacisti DEVONO pagare allo stato.
Con continui colpi di scena sulle percentuali da applicare, ha trovato finalmente pace in prossimità del Ferragosto, data della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
E' stato il "Giallo dell'Estate".
Ma il giallo non ha ancora un epilogo, anche se nessuno ne parla; forse perché tutti impegnati a discutere sull'immediato successivo decreto del Ministro Balduzzi desideroso di rimanere nella storia per avere anch'egli dato un nome ad un decreto.
Poco importa se serve, se è urgente, se ha una logica, se ha una copertura, se ha una effettiva validità, insomma, che sia tutto ed il contrario di tutto ma che possa essere ricordato negli annali come il Decreto Balduzzi.
Così come Caligola volle nominare senatore il proprio cavallo pur di esser ricordato!
Ma facciamo un passo indietro e torniamo a parlare del giallo dell'estate e cioè della riduzione della percentuale di sconto dal 3,65 al 2,25.
Da quando decorre?
Dal 16 agosto o dall'1 agosto?
Si deve chiedere il rimborso del mese di luglio?
Il rimborso va chiesto dal primo di luglio o dal 7 di luglio, data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale?
Ma questi sono piccoli dettagli di nessuna rilevanza, tanto chi ci rimette è solo il farmacista che si vedrà sospesi i pagamenti dal mese di Agosto in base all'interpretazione della propria Azienda Sanitaria Locale.
Non entriamo nel merito dell'interpretazione data da Federfarma Nazionale, spesso in discordia con quella data dalle singole federfarma locali e da prestigiosi legali.
Oramai ci siamo abituati!
Ritorniamo invece al Decreto Balduzzi, tanto annunciato, presentato in "Pompa Magna" con una conferenza stampa in notturna, oggi di moda per vari eventi sportivi come il Gran premio di F1 o di MotoGP, con il Presidente Monti ad annuire all'illustrazione dell'esimio Ministro.
Perdonate la mia stupidità, ma non sono riuscito a capire cosa egli volesse dire, mi rendo conto è un mio limite ....., non di Monti, però!
Comunque non mi pongo il problema, ... l'indomani troveremo il testo definitivo....
... ricerche affannose su tutti i siti, ma il testo ufficiale non si trova, si sa solo che è stato sottoposto ad una forte cura dimagrante; siamo in periodo di lotta all'obesità quindi è giusto che il ministro della salute dia il buon esempio riducendo di ben 9, 10, 11 articoli, e non taglie, il testo originale.
Tuttavia il testo è introvabile.
Probabilmente in accordo con il Ministro delle Cooperazioni ed il Ministro delle Comunicazioni, il Ministro Balduzzi vuole rilanciare la nota trasmissione televisiva "Chi l'ha visto?". Chissà cosa promulgherà il"solitario" Presidente della Repubblica Italiana.
Oramai ha abbondantemente oltrepassato i 65 anni e di sicuro dovrà lasciare, anche se si è concesso la proroga fino al 2015.
Legge che egli stesso ha promulgato qualche mese fa.
Legge riferita si alla direzione della farmacia; ma se a un farmacista di 65 anni non è più consentito dirigere una farmacia, a maggior ragione non si dovrebbe permettere agli ultrasessantacinquenni di dirigere uno Stato.
E poi, insomma, il Decreto Balduzzi, nella sua macedonia di articoli ha previsto i 200 metri minimi di distanza per la dislocazione delle farmacie o no? O sono 300 o 500?
Caspita, è una riforma sanitaria, una riforma ospedaliera, una riforma medica, una riforma alimentare, o..... una riforma per "Fumati"?
Con tutto il rispetto per le tabaccherie, anch'esse nel mirino del governo!
No, è una bolla che ha perduto le bolle, si è evitata la tassa sulle bibite gasate, meno male, almeno quelle possiamo continuare a berle.
Sembra di vivere in altri tempi, passati, eppure ci fanno credere di essere in un moderno periodo di liberalizzazioni, ma dittatoriali ed anarchiche, con le regole di quando da bambini si giocava a nascondino e l'ultimo gridava: "Libero me, liberi tutti"!
Con l'augurio di aver suscitato ilarità e senza la malizia di offendere alcuno, ma solo per sdrammatizzare l'attuale periodo rovente, analizziamo ora cosa è accaduto al "Sindacato" proteso (?) a difendere le Farmacie.
Ricordiamo che agli inizi dell'estate, anche a causa dei due precedenti Decreti che cancellano la farmacia, tutti e due trasformati in legge, il Sindacato Fantasma, quello dei proclami e degli annunci, si è trovato a gestire una "prova di forza" a causa di un farmacista Romano promotore di una manifestazione di piazza scippatagli con destrezza e fatta propria dal fantasma del sindacato, subito pronto a restituirla al "farmacista che ha osato" se si fosse rivelata un insuccesso.
In quel giorno, il sindacato fantasma ha dovuto indire un giorno di sciopero.
Il rischio di perdere le poltrone era troppo alto per contraddire una "base" che pretendeva di fare sentire la propria voce ed il proprio dissenso.
Ma come fare per evitare che tale sciopero potesse destare l'interesse nazionale?
Semplice, nessuna manifestazione programmata a livello centrale a Roma con l'iniziativa lasciata in mano agli organi periferici, ciascuno in ogni provincia.
Volete mettere la visibilità che può avere un blocco di 3/4/5.000 farmacisti tutti in piazza a Roma contro 5, 10, 100 farmacisti sparsi per l'Italia???
Obiettivo raggiunto: contenti e gabbati.
E chi non ha aderito allo sciopero???
Minacce di espulsione, ritorsioni, ecc.
Peccato che a pagare sia stato solo un farmacista, e che farmacista!
Presidente del Sindacato locale e Presidente dell'Ordine dei Farmacisti, oltre che Prof. Universitario.
Personaggio scomodo poiché in opposizione, quindi, fuori dalle "bolle" giusto per far riferimento alle "bolle" del Ministro della Salute.
E a condire il tutto e a mostrare un sindacato fantasma con le "bolle" , FUORI con tanto di articolo sui giornali.
Caspita che "bolle" che ha questo sindacato, non esiste quando dovrebbe ma certamente quando ha da tagliarsi le "bolle" lo fa bene e con tanta determinazione.
Ma cosa bolle in pentola???
La nuova remunerazione per la farmacia Italiana.
Fortemente voluta dal Sindacato fantasma, nel momento peggiore in cui si può discutere di cambio di remunerazione per l'instabilità retributiva causata dalla caduta dei prezzi dei farmaci, all'immissione, senza remunerazione, dei servizi di cui tanto si parla ma nessuno sa quali e cosa sono, all'aumento dei farmaci generici trasformati sempre più in prodotti a marchio, alle liberalizzazioni della farmacia in generale.
E in questo asfittico contesto il sindacato vuole rivedere i criteri remunerativi della farmacia invece di pretendere a gran voce la riduzione delle trattenute in distinta attuate dal e per un SSN bucato più di un colabrodo.
Il Governo in carica, consapevole della totale mancanza di stabilità, cui ha fortemente contribuito, per non dire imposto, è ben lieta di discutere di remunerazione.
In tal modo infatti potrà pagare il minimo del nulla e fissa il termine massimo per l'approvazione nella data del 31 dicembre 2012.
Un brindisi! Tanto chi paga è sempre il farmacista.
Ma come può un sindacato che non conosce i numeri dell'attuale remunerazione, e men che meno di ciò che sarà domani la farmacia, ridisegnare un sistema di remunerazione che sia stabile nel tempo e che possa soddisfare in linea generale tutte le farmacie italiane, e non solo alcune?
Due fazioni di farmacisti in azione, come fossero strateghi, economisti, fiscalisti, che si contrappongono.
Ma su quali basi e nell'interesse di chi?
Delle farmacie di alcune regioni?
Delle farmacie più grandi?
Delle farmacie che possono anche perdere?
Contro le aziende produttrici?
A favore della distribuzione intermedia?

Difficile da valutare quale sia la strada da percorrere, ma il sindacato vuole andare avanti ad ogni costo in una impresa ardua ed impossibile.
Non era facile fare una sintesi di ciò che è accaduto e di ciò che si paventa.
Come sempre, anche se in tono scherzoso, ci abbiamo provato a tenervi informati.

Il Presidente,
Ettore Lembo

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