Veneto: progetto pilota nazionale sull'Acido folico

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Alla salute del tuo bambino pensaci ancora prima che sia concepito, bastano 2 euro al mese.

Mestre Venezia, 23 aprile 2010 - Si è svolta questa mattina nella sede di Federfarma Veneto, l’Unione dei titolari di farmacia, la presentazione del progetto pilota nazionale sull’acido folico ideato da due farmacisti vicentini e condotto in Veneto, regione capolista a livello nazionale. Questi i dati raccolti a partire dal 7 febbraio scorso (data di inizio del progetto) in 48 farmacie venete con interviste mirate alle donne di età compresa tra i 18 e i 45 anni:

I NUMERI VENETI. Al progetto hanno aderito 48 farmacisti territoriali: 10 della provincia di Padova, 15 della provincia di Treviso, 1 della provincia di Venezia e 22 della provincia di Vicenza. Si tratta per il 30% di collaboratori/dipendenti, per il 10% di direttori e per il 60% di proprietari. Le farmacie coinvolte sono per il 25% private rurali, per il 71% private urbane e per il 4% pubbliche. Ad oggi (20/04/2010) sono state reclutate 555 donne, per il 96 % di nazionalità italiana e per il restante 4% straniere. Queste donne rappresentano il 53 % del campione totale stimato. Il 94% ha accettato di essere intervistate dal farmacista e, di queste, il 56% ha rilasciato il suo nominativo e numero di telefono per essere ulteriormente contattate dall’Università di Verona. Il 55% delle donne fino ad ora intervistate ha dichiarato di avere conoscenza della patologia della spina bifida e il 50% sa che l’acido folico è utile in gravidanza. La fase di raccolta dati e counselling terminerà venerdì 21 maggio 2010.

AFFLUSSO. Nelle 1.222 farmacie venete aderenti a Federfarma entrano in media 241.000 utenti al giorno (in tutta Italia le farmacie sono 17.000 con afflusso medio giornaliero di 3.000.000 di utenti) e calcolando il fatto che oltre la metà è costituita da donne l’informazione in questo ambito risulta particolarmente efficace.

"Quando alla fine del 2009 abbiamo proposto questo studio all’Istituto Superiore di Sanità siamo stati subito appoggiati perché esso è utile a diversi ambiti: sanitario, sociale, economico. Basti pensare che la spesa media per un solo caso di spina bifida è di 2 milioni di euro mentre la prevenzione costa solo 2 euro al mese (l’importo del ticket)– spiegaMassimo Farinonideatore e curatore del progetto -.Altre regioni italiane hanno chiesto di aderire, ma prima devono essere analizzati i dati veneti. Ogni intervista dura in media 15 minuti, viene condotta in un luogo tranquillo della farmacia e necessita sempre della presenza del farmacista, non si tratta quindi della compilazione autonoma di un questionario da parte della donna. In linea generale molte donne che hanno avuto figli, in base alle interviste da me effettuate ne conoscono l'esistenza e sanno che serve a prevenire le malformazioni congenite, spina bifida in particolare. Quasi tutte però NON l'hanno assunto nel periodo adeguato e questo è il grosso problema. Su un 66% di donne che programmano una gravidanza solo il 23% assume correttamente l'acido folico. I giovanissimi sia maschi che femmine (non capisco perchè l'assunzione dell'acido folico deve essere solo un problema femminile) sono poco informati".

ENTI CONVOLTI. Lo studio osservazionale e l’attività di counselling del progetto"Promozione Attiva nelle farmacie al corretto utilizzo dell’acido folico"costituiscono un’esperienza pilota che vede coinvolti Federfarma Veneto, Federfarma Treviso e Federfarma Vicenza, ilMovimento Spontaneo Farmacisti Italianida un punto di vista organizzativo e ideativo in collaborazione con il Centro Nazionale Malattie Rare dell’Istituto Superiore di Sanità (dr.ssa Domenica Taruscio e dr. Pietro Carbone) e del Dipartimento di Medicina e Sanità Pubblica dell’Università di Verona (prof.ssa Anita Conforti e dr.ssa Paola D’incau) in qualità di esperti per gli aspetti tecnico-scientifici. La relazione finale verrà presentata al prossimo Convegno annuale del Network Italiano Promozione Acido Folico che si terrà in ottobre all'Istituto superiore di Sanità e a cui parteciperà anche il Ministero della Salute.

LA BORSA DI STUDIO."Abbiamo voluto sostenere la ricerca allo scopo di valorizzare l’utilizzo dell’acido folico con una borsa di studio di 9.000 euro che verrà assegnata dall’Università di Verona– dice Marco Bacchini, presidente di Federfarma Veneto, l’Unione dei titolari di farmacia -e non è la prima volta che questo accade a livello provincia e regionale. Da sempre la categoria dei farmacisti collabora con il mondo universitario, in particolare con le facoltà di farmacia e medicina, nell'ideare, promuovere e realizzare s tudi epidemiologici e non solo sul territorio. In questo studio ideato e realizzato da farmacisti in maniera volontaristica, oltre al nostro quotidiano lavoro, abbiamo voluto inoltre contribuire con un consistente supporto economico per permettere al Veneto di essere una regione pilota in tale ambito. Siamo certi, infatti, che questo studio porterà alla scoperta di aspetti importanti per la salute della fascia più debole: i nascituri. Lo scopo di questa indagine e attraverso le farmacie è anche quello, visto l'utilizzo molto basso, di promuovere la corretta somministrazione di acido folico prima e durante i primi mesi della gravidanza. Ritengo che Federfarma ancora una volta abbia testimoniato di essere un partner fiduciario anche nell’ambito sociale"

"Questo studio è stato strutturato in maniera molto complessa e approfondita– dice la dott.ssa Paola D’Incau dell’Università di Verona -.Il questionario elaborato in maniera molto dettagliata insieme al dott. Pietro Carbone dell’ISS, non riguarda in maniera esclusiva l’acido folico, ma anche la salute nei natale e il periodo di gestazione. Al fine di ridurre l’errore umano e per una gestione più rapida ed efficace dei dati abbiamo creato una piattaforma web alla quale accedono tutti i professionisti coinvolti nella ricerca.. A partire da fine luglio, inoltre le donne intervistate verranno contattate nuovamente al fine di valutare l’efficacia del messaggio ricevuto in farmacia. L’obiettivo non è solo quello di fare aumentare l’assunzione di acido folico, ma di farlo assumere alle donne in maniera corretta, combattendo disuso e mal uso, come tutte le vitamine, infatti, anche l’acido folico non deve essere assunto in maniera impropria o eccessiva".

"L'acido folico non è sicuramente una novità in campo sanitario, il suo impiego e l'importanza di un corretto approccio nella terapia sono già largamente conosciute. La novità in questo progetto pilota che è stato condiviso e sostenuto da Federfarma Veneto è che si vuole creare una rete informativa che sia efficace– spiega il farmacista Benedetto Patuzzi che insieme al collega Farinon ha avviato il progetto -,grazie anche alla capillarità della rete di farmacie sul territorio. Come specialista del farmaco il farmacista ha il compito di spiegare i benefici di una prevenzione in questo caso tanto semplice quanto efficace. Questa iniziativa, giudicata dall’ISS di qualità, si inquadra inoltre perfettamente nell'ambito della proposta della "Farmacia dei servizi" di cui tanto si parla oggi".

EFFICACIA DELL’ACIDO FOLICO. Dalla letteratura si evince che l'acido folico, assunto nel periodo peri-concezionale ha un effetto preventivo sullo sviluppo dei Difetti del Tubo Neurale (DTN) come dimostrato da numerosi studi condotti dagli anni 70 in poi, tra cui uno dei più rappresentativi è quello condotto nel 2001 da Lumley sugli effetti dell'acido folico che dà come risultato un rischio relativo complessivo nei confronti dei DTN di 0,28, con un effetto protettivo superiore al 70%.

UTILIZZO E DOSAGGIO. In Italia meno del 10% delle donne in età fertile assume l'acido folico nel periodo indicato (EUROCAT ottobre 2006) contro una programmazione delle gravidanze pari al 66% (ISTAT 2006) e molto spesso il contatto con il medico di base o il ginecologo avviene dopo il concepimento. Le linee guida fissano l’assunzione almeno un mese prima del concepimento e per una donna sana fissa il dosaggio in 0,4 mg/DIE, da assumersi fino al 4° mese di gestazione.

Fonte: Federfarma Veneto

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